Giovani al centro: il futuro della Comunità Filippina
La nostra comunità filippina è fatta di legami profondi, tradizioni che ci uniscono e, soprattutto, di giovani pronti non solo a imparare, ma anche a guidare e ispirare quelli ancora più piccoli.
Ogni anno ci impegniamo a organizzare attività che permettano ai ragazzi di crescere insieme, scoprire nuove abilità e sentirsi parte integrante della nostra grande famiglia.
La comunità filippina è composta da diversi “Ministry” (Pastorali/Servizi):
• Coordination Team (Equipe di Coordinamento)
• Ministry on Finance (Servizio Amministrativo)
• Youth Ministry (Pastorale Giovanile)
• Kids Ministry (Pastorale dei Bambini)
• Ministry on Divine Worship (Servizio della Liturgia)
• Ministry on Education and Formation (Servizio per l’Educazione e la Formazione)
• Ministry on Culture (Servizio della Cultura)
• Ministry on Family and Life (Pastorale Familiare e per la Vita)
• Ministry on Christian Service (Servizio Cristiano)
La nostra comunità filippina ha scelto di mettere i giovani al centro, perché sappiamo che loro rappresentano il futuro, non solo della comunità, ma anche della Chiesa. Oggi tanti ragazzi vivono una crisi di identità: crescono tra due culture, quella filippina ereditata dai genitori e quella italiana che incontrano ogni giorno a scuola, con gli amici e nel lavoro.
A volte si sentono divisi, non sapendo bene chi sono o a quale mondo appartengono. Proprio per questo sentiamo la responsabilità di accompagnarli e di aiutarli a scoprire che non devono scegliere tra una parte o l’altra, ma possono vivere con gioia entrambe, custodendo le radici e allo stesso tempo aprendosi al futuro.
Il ruolo dei genitori è fondamentale in questo cammino: con il loro esempio trasmettono ai ragazzi la nostra cultura, la lingua, le tradizioni, ma soprattutto la fede. È dentro le famiglie che si impara a pregare, ad affidarsi a Dio e a vivere con amore la vita di comunità.
Il gruppo dei giovani della comunità è nato nel 2022, con solo cinque membri. Ma già dal primo campeggio abbiamo visto la mano di Dio: da cinque siamo diventati venticinque, poi al secondo campeggio quarantacinque, e al terzo circasessanta. Questa crescita non è soltanto un numero, ma un segno che lo Spirito Santo sta operando nei cuori dei ragazzi e li sta chiamando a camminare insieme.
Dopo il primo campeggio, i giovani hanno voluto ringraziare la comunità offrendo il loro tempo e il loro entusiasmo per i più piccoli. È nato così il primo Grest “edizione filippina”. Non avevamo esperienza, non avevamo grandi mezzi, ma avevamo ciò che conta di più: la fede, l’amore e la dedizione. E proprio queste sono state le nostre armi, la nostra forza.
Col passare degli anni, il Grest è cresciuto: da semplice iniziativa per i ragazzi filippini è diventato un centro estivo aperto a tutti, un’occasione di incontro e di testimonianza cristiana.
In questi tre anni abbiamo visto nascere vere e proprie vocazioni: ragazzi che prima erano partecipanti sono diventati animatori, e gli animatori di ieri oggi sono catechisti, coristi, ministranti o impegnati in altri servizi della comunità.
Per questo oggi vogliamo ringraziare il Signore, che ci ha guidati passo dopo passo. Vogliamo dire grazie ai nostri genitori, che con pazienza ci hanno insegnato le tradizioni e la fede; grazie al nostro parroco, Don Valentino, che ha dedicato tempo, pazienza e amore per noi giovani e ha creduto nel nostro potenziale; e grazie alla comunità, che ha sempre sostenuto i ragazzi e creduto nella loro forza.
La comunità filippina vuole continuare a essere una casa accogliente, una scuola di vita e una famiglia nella fede, dove i giovani possano crescere, scoprire la propria vocazione e portare la luce nel mondo. La nostra esperienza dimostra che l’integrazione è possibile quando ci si incontra nel rispetto, nella solidarietà e nella fede. Essere immigrati non significa perdere la propria identità, ma arricchirla e condividerla con gli altri.
La comunità vuole continuare a camminare con tutti, portando la bellezza delle proprie radici e aprendosi con fiducia a questa terra che ci ha dato nuove opportunità e nuove speranze.
Che il nostro impegno con i giovani diventi segno concreto di quanto possiamo realizzare quando uniamo le forze, quando non ci chiudiamo nelle differenze, ma ci riconosciamo fratelli e sorelle. E che questo incontro sia un’occasione per dire insieme: grazie a Dio, grazie alla comunità e grazie a questo Paese che oggi chiamiamo casa.